Il gioco d'azzardo

“Ho giocato alle slot per tre anni, ero a terra. … Questa malattia mi faceva uscire di casa anche la notte per giocare… Qualche volta arrivi anche a pensare al suicidio… Attraverso il gruppo di auto aiuto ho imparato la sincerità, l’onestà e il rispetto perché sono tante le bugie che diciamo, sappiamo mentire molto bene perché ci convinciamo noi stessi che le bugie che diciamo sono verità e così mentiamo molto bene anche  in famiglia…”. Sono alcune delle frasi pronunciate da L. nella  testimonianza che ha fatto sabato 14 all’interno del convegno “Per non morire di azzardo” che si è tenuto alla Fraternità di San Damiano. L. parlava e fra i presenti era sceso un profondo silenzio, dalle sue parole trasparivano emozioni fortissime: la consapevolezza del baratro in cui era caduto, la sofferenza e la fatica di toccare il fondo fino a chiedere aiuto per risalire, il desiderio di non ricadere ma anche la consapevolezza di quanti stimoli e richiami ci sono nel nostro quotidiano verso il gioco d’azzardo, … e vorrei aggiungere: il forte desiderio di “allertarci” verso  la pericolosità di queste modalità di gioco che possono creare dipendenza. Sicuramente il fenomeno del gioco d’azzardo è subdolo, e ancora una volta anche  i dati relativi al nostro territorio sono  in aumento.  Dalla ricerca “Fili di storie-Prima indagine e mappatura sul gioco d’azzardo nella provincia di Ravenna” è emerso ad esempio che calcolando la spesa media per giocatore (risultato della sottrazione tra quanto speso dai giocatori per il gioco d’azzardo legale e quanto ottenuto in vincite) nella nostra provincia  risulta che il singolo residente (maggiorenne) ha speso nel gioco d’azzardo €. 4.021 nel 2013 (l’ammontare delle giocate legate al gioco d’azzardo è stato pari a €. 5.967.000.000). E c’è un gioco per tutti: dal Gratta e vinci preferito dagli anziani e da chi non si vuol far vedere alle slot, ai giochi on line per chi non vuol neanche uscire di casa,…. . Tutto è studiato: i suoni e le luci per abbassare la capacità di controllo dei giocatori sia su quanto stanno perdendo ma anche sul tempo che stanno usando; le vetrofanie applicate sulle vetrine delle sale per evitare che chi entra venga visto da fuori; l’ingaggio di testimonial sportivi riconosciuti come figure positive dai giovani … fino a chiamare alcune slot ora con l’acronimo AWP (Amusement with premium: divertimento con  premio). Un’ultima pericolosissima frontiera dell’azzardo sono le slot per bambini. E se in Val d’Aosta le hanno proibite a Ravenna sono arrivate! Non si vincono soldi ma ticket che possono essere poi tramutati in un premio finale, ciò che preoccupa è che a sentire gli esperti il meccanismo sotteso può avvicinare  al gioco compulsivo. E le slot per bambini spopolano anche in rete e sappiamo come passare da una App per bambini a una che permette scommesse con carte di credito sia molto semplice appena se ne hanno i mezzi! Davanti a un panorama così complesso e potente non possiamo e non dobbiamo sentirci sopraffatti e impotenti. E allora largo alle iniziative di ognuno. Come caritas continueremo a partecipare al Tavolo comunale di contrasto al gioco d’azzardo, e vi informeremo sulle diverse iniziative che verranno lanciate. La prima interessantissima: una serie di incontri di approfondimento sul tema per i genitori (partiranno da settembre); gli incontri saranno aperti anche a gruppi e giovani.  Anche l’anno prossimo continueranno dei percorsi nelle scuole e anche questi possono essere richiesti attraverso i dirigenti scolastici. E come singoli siamo chiamati a non abbassare la guardia: penso al valore di andare a prendere un caffè da esercenti di bar che hanno scelto di rinunciare alle entrate delle slot nei propri esercizi (stimate in €. 6.000/mese a slot), a tutto ciò che può fare prevenzione parlandone con i nostri figli e negli ambienti da noi frequentati  fino al non stigmatizzare chi si è trovato in questo baratro perché possa vincere tutte quelle barriere che gli  impediscono di chiedere aiuto.
Raffaella Bazzoni