Povertà ed esclusione sociale nell'Italia della crisi (Rapporto Caritas 2012)

Rapporto Povertà 2012

Dal 1996 al 2011 la Caritas Italiana ha pubblicato, con la collaborazione scientifica della Fondazione Zancan di Padova, undici edizioni del “Rapporto sulla povertà e l’esclusione sociale in Italia”.

Nel corso degli ultimi 3-4 anni, lo scoppio della crisi economico-finanziaria nei paesi a economia avanzata, tra cui l’Italia, sta determinando la necessità di rivedere le tradizionali categorie di analisi, e soprattutto l’opportunità di un approccio comune, di rete e di sistema, da parte delle varie organizzazioni nazionali e locali che, in ambito cattolico, si occupano di povertà ed esclusione sociale.

E questo al fine di promuovere una più efficace presa in carico dei bisogni dei poveri che, come è noto, a differenza di altre categorie di povertà ed emarginazione, non dispongono di un proprio sindacato o di portavoce “di categoria”.

Spicca la necessità urgente di promuovere una sorta di “poverty lobby”, che sappia coagulare attorno a sé le più vitali ed autorevoli voci dell’arena cattolica italiana, in modo amplificare e valorizzare esperienze e sensibilità, giungendo a promuovere e sostenere politiche e risposte efficaci, sia in ambito pubblico che privato.

In questa prospettiva, per l’anno 2012, Caritas Italiana ha predisposto una edizione intermedia e provvisoria del Rapporto, con attenzione prioritaria ai destinatari ecclesiali del proprio lavoro di osservazione delle povertà e delle risorse. Il Rapporto è scaricabile integralmente sul sito di Caritas Italiana.

Si auspica che questo nuova modalità di approccio e divulgazione possa rafforzare l’incisività del Rapporto, avente come fine ultimo una maggiore e più autorevole promozione del Bene Comune.

Tendenze e fenomeni nei territori

In base ai dati raccolti grazie al sistema nazionale di rilevazione Online “Ospoweb”, avviato e coordinato da Caritas Italiana, è possibile disporre di dati aggiornati sulle povertà osservate e prese in carico dai Centri di Ascolto (CdA) in Italia. Hanno partecipato a questa prima rilevazione nazionale 191 Cda, in riferimento a 28 diocesi. Rispetto ai 2.832 CdA presenti nel territorio nazionale, si tratta di una percentuale pari al 6,7% del totale. La buona distribuzione macro regionale dei CdA partecipanti alla rilevazione consente di esporre alcune considerazioni generali sui principali aspetti del fenomeno povertà in Italia. Inoltre, la consultazione dei dossier e dei rapporti di ricerca prodotti dalle Caritas diocesane sul tema della povertà consente di delineare alcune tendenze qualitative e territoriali di trasformazione del fenomeno.

Le risorse ecclesiali per il contrasto della povertà

Per realizzare il Rapporto, Caritas Italiana ha attinto a varie fonti informative, e ha promosso in alcuni casi delle attività di monitoraggio ad hoc, con lo scopo di raccogliere e aggiornare dati sulle varie e molteplici attività di presa in carico delle situazioni di povertà da parte delle diocesi italiane. Si tratta di un’importante opera di raccolta dati, che fa riferimento ad un vasto patrimonio di esperienze umane e professionali, unico nel suo genere.

Nello specifico, i dati disponibili consentono di tracciare un profilo quantitativo e qualitativo sui seguenti ambiti di attività: le 4.991 attività socio-assistenziali ecclesiali di contrasto alla povertà economica (dati tratti dalla rilevazione delle opere ecclesiali promossa dalla Consulta ecclesiale nazionale degli organismi socio-assistenziali, da Caritas Italiana e dall’Ufficio nazionale per la pastorale della sanità); i 185 progetti otto per mille Italia, finanziati nel 2011 dalla Cei e dalle diocesi italiane, relativi a vari ambiti di bisogno sociale; i 985 progetti contro la crisi economica avviati nel corso degli ultimi 3-4 anni dalle diocesi italiane, e che si affiancano alla tradizionale rete di accompagnamento, animazione e assistenza già attiva da molti anni nel territorio italiano. Un ultimo ambito di ricerca ha riguardato il Prestito della Speranza, promosso dalla Cei, e di cui per la prima volta viene offerto un momento di analisi quantitativa e qualitativa, a partire dalle pratiche registrate.

Prospettive e proposte per il welfare e le politiche pubbliche

Infine, un’ultima parte del Rapporto si sofferma sulle tendenze degli attuali assetti di welfare, evidenziando nodi critici e possibili proposte di miglioramento, sia in riferimento al sistema pubblico di responsabilità che al possibile ruolo del terzo settore, del volontariato organizzato, della società civile. Il tutto nella consapevolezza che la Caritas, da sola, non può certamente risolvere il problema della crisi e della povertà economica nel nostro Paese, ma, in virtù della sua decennale esperienza e della quotidiana prossimità della sua rete ai fenomeni di povertà e di disagio sociale, può offrire comunque ad un lettore attento delle riflessioni e delle prospettive di lavoro utili a diversi livelli, in conformità al dettato evangelico e ai principi costituzionali di solidarietà ed equità.

Appaiono evidenti come ineludibili alcune questioni: la necessità di una misura universalistica di contrasto alla povertà, pur graduale rispetto all’intensità del fenomeno e incrementale nella sua applicazione un ripensamento del sistema di welfare, orientato alla famiglia come soggetto esposto ai rischi dell’esclusione, ma anche come agente per l’inclusione una decisa azione di politiche integrate verso i minori e i giovani sul piano educativo, sociale e occupazionale, per ridurre le disuguaglianze e offrire opportunità la costruzione di strategie di inclusione per gli immigrati e le loro famiglie, a partire dal tema della cittadinanza dei minori nati in Italia un rinnovato e articolato impegno verso le aree più povere e marginali del nostro paese (meridione, quartieri sensibili, aree montane) capace di riqualificare sul piano economico, territoriale e della coesione sociale.

 

LO SGUARDO CARITAS ALLA POVERTÀ - La povertà ascoltata e presa in carico nel corso del 2011

LA FOTOGRAFIA

I dati dei Centri di Ascolto aderenti alla rete nazionale Ospoweb

Grazie ai dati raccolti dal sistema online Ospoweb, è possibile tracciare un profilo delle persone che si sono rivolte ai Centri di Ascolto Caritas nel corso del 2011. Si tratta in maggior parte di stranieri (70,7%).

La quota di italiani è più forte nel Sud (48,4%). Si tratta in prevalenza di donne (53,4%), di coniugati (49,9), disoccupati (61,6%), con domicilio (83,2%).

Rispetto al 2009 è forte l’incremento degli anziani (+51,3%), delle casalinghe (+177,8%), dei pensionati (+65,6%), degli utenti con figli minori conviventi (+52,9%). Meno rilevante l’aumento del numero di persone separate o divorziate (+5,5%). Il problema bisogno più frequente è quello della povertà economica (26%), seguito dai problemi di lavoro (22,9%). La richiesta più frequente è quella di beni e servizi materiali (42,3%).

LE TENDENZE

Una povertà che si trasforma e cambia aspetto

La crisi economico-finanziaria ha determinato l’estensione dei fenomeni di impoverimento ad ampi settori di popolazione, non sempre coincidenti con i “vecchi poveri” del passato. Aumentano gli utenti e soprattutto gli italiani, cresce la multi problematicità delle persone, con storie di vita complesse, di non facile risoluzione, che coinvolgono tutta la famiglia. La fragilità occupazionale è molto evidente e diffusa. Aumentano gli anziani e le persone in età matura: la presenza in Caritas di pensionati e casalinghe è ormai una regola, e non più l’eccezione. Si impoveriscono le famiglie immigrate e peggiorano le condizioni di vita degli emarginati gravi, esclusi da un welfare pubblico sempre più residuale.

 

A cura di Caritas Italiana

 

Leggi il rapporto:

Versione Integrale

Rapporto in sintesi